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Storia di una sarta: Maria Luisa Picech

In promozione Maria Luisa e l'ex allieva Franca Maria Luisa e l'ex allieva Franca

Quando incontro la sarta Maria Luisa, la trovo nel laboratorio di taglio e cucito che ha ricavato nel sottotetto della sua casa. Boccoli rosso scuro le incorniciano il volto e un sorriso appena accennato appare sulle sue labbra mentre cuce l'orlo di una gonna. La radio suona musica italiana degli anni passati e pare di fare un salto indietro nel tempo. Abbasso il volume e Maria Luisa inizia a raccontare.
Racconta della sua infanzia trascorsa in provincia di Gorizia, della sua famiglia: papà meccanico e autista di corriere, mamma operaia in un cotonificio della zona.
Racconta soprattutto del momento in cui capì che fare la sarta era il suo mestiere.

 Creare abiti: la nascita di una passione

Erano gli anni 50, Maria Luisa aveva quattordici anni e aveva appena finito la scuola dell'obbligo. La provincia di Gorizia organizzò una serie di incontri per aiutare i giovani a scegliere una professione e Maria Luisa partecipò a quello dedicato alla sartoria.
La colpì subito la vastità della materia: non parlarono solo di taglio e cucito ma anche del resto necessario a creare abiti: modellistica, merceologia e persino contabilità. Iniziò quindi un corso annuale, organizzato dalla provincia e finanziato da ditte private, che la impegnò a tempo pieno e che alla fine le diede un attestato professionale.
A sedici anni capì di essere più interessata al modellismo che alla confezione e quindi trovò dei corsi a Udine, organizzati da privati, che la istruirono anche in quel senso. La realtà della provincia friulana non offriva molto ad un’aspirante sarta quindi, una volta finito anche questo corso, per poter continuare avrebbe dovuto obbligatoriamente trasferirsi a Milano o a Roma, ma sua madre glielo impedì.Fu così che venne contatta da una ditta che le diede la possibilità, a soli diciotto anni, di lavorare per loro come insgenante. Non era un lavoro retribuito ma in tre anni riuscì a imparare, e a insegnare, tutti i segreti del taglio e cucito. Imparò a creare abiti con il sistema sartoriale tradizionale ma il lavoro era a rilento e andava adattato ad ogni cliente, dilungando notevolmente i tempi. La ditta per cui lavorava utilizzava anche delle dime che accorciavano le tempistiche e che venivano utilizzate dalle casalinghe con velleità da sarta, ma non era abbastanza.

Attorno al 1965, Maria Luisa iniziò a semplificare le dime con cui era abituata a lavorare e creò il sistema sartoriale al centro di Atelier Italiano.
Il sistema brevettato nel 1967, ebbe subito un grosso successo. Grazie alle dime già sagomate e alle taglie già indicate sulla stecca, si potevano disegnare i cartamodelli senza staccare la matita dal foglio, il che semplificava e velocizzava di gran lunga il processo di confezione. Le dime si basano su proporzioni standard e a seconda di come vengono appoggiate sul foglio permettono di disegnare anche le eventuali personalizzazioni.

Nel frattempo Maria Luisa si sposa e diventa madre di due bambini. Il lavoro di sarta però rimane molto importante e ammette, con un pò di commozione, di aver trascurato spesso la famiglia per dedicarsi alla sartoria.

Maria Luisa, iscrittasi nel frattempo all'albo degli artigiani, continuò a tenere moltissimi corsi di taglio e cucito.
Una parte di questi corsi erano pensati per le persone che volevano conoscere i rudimenti del taglio e cucito per un farne un uso casalingo.
Gli altri erano veri e propri corsi professionali, della durata di quattro anni, per coloro che volevano creare abiti per mestiere.

Da quel primo lavoro la vita di Maria Luisa è stata una ricerca di perfezionamento che continua tuttora. Ormai over 70, Maria Luisa continua a tenere corsi di taglio e cucito e confezione presso l'Università della terza età e privatamente.

Ci sono diverse signore che seguono i suoi corsi, di tre ore alla settimana, che partono dalle basi. Scoprono l'utilizzo della macchina da cucire, le stoffe, i fili e rimangono esterefatte dalla quantità di cose che si possono creare senza troppa difficoltà.

Volgo un ultimo sguardo alla stanza che mi circonda: le macchine da cucire, gli armadi stracolmi di fili, cerniere e tutto quanto di necessario c'è per creare abiti ed essere sarta, e me ne vado con una strana sensazione addosso. Mi pare di essere entrata in un antica bottega del taglio e cucito, dove le cose si fanno ancora come una volta. I più vecchi insegnano ai giovani e il mestiere viene imparato, migliorato. Creatività e tradizione. Il Made in Italy che fa parte della storia di ognuno di noi.

Maria Luisa ideatrice del sistema Atelier Italiano
Maria Luisa ideatrice del kit sartoriale di Atelier Italiano

 

Ps. Per scoprire quali sono i colori, i tessuti, i tagli, i colli... Più adatti alla tua figura scarica la guida gratuita "I 9 segreti per scegliere l'abito giusto".

 

Ultima modifica ilVenerdì, 22 Maggio 2015 11:27

2 commenti

  • Peter Hubscher
    Peter Hubscher Martedì, 02 Giugno 2015 22:15 Link al commento

    La Mia Boutique il mensile italiano di cartamodelli, sarebbe onorato di incontrare Maria Luisa Picech
    per presentare la storia della sua vita ai lettori.
    Il nostro editore Stefania Arnaldi la attende sarnaldi@hepipress.it
    Cordialmente
    Peter Hubscher
    Media Partner 18
    Consulenza Marketing e Distribuzione
    Dott. Peter Huebscher
    Via Domenichino n.7 - 20149 Milano
    cell. 3355696542
    email: papress@gmail.com

  • lorenzo
    lorenzo Venerdì, 14 Novembre 2014 14:11 Link al commento

    Bella storia, una delle tante nate dal connubio di tradizione e innovazione nella storia della creatività e passione Italiana.

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