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Il cappello da donna agli inizi del 900

Berretto, cloche, paglietta, cuffia. Chiamateli come volete ma si tratta sempre di copricapi! Torniamo all'inizio del '900 quando questo accessorio dettava legge in fatto di moda e come mezzo per valorizzare la figura femminile.

Il cappello...

Per alcuni uno status-symbol imprescindibile, per altri una tortura medioevale.

Ammettiamolo, è raro vedere qualcuno con la testa coperta oggigiorno, a meno di non trovarsi sulla spiaggia di Villasimius il 15 agosto con 42° all'ombra o al matrimonio di qualche rampollo britannico...

 

Oggi preferiamo investire le finanze in un bel paio di scarpe o una borsetta firmata ma c'è stato un tempo non lontano in cui il cappello era l'accessorio per antonomasia della signora. E non stiamo parlando di una signora a caso... Ma della Signora, quella con la “S” maiuscola.

Un tempo? Che tempo? Anni '50? Anni '60? No, no, no... Settiamo l'orologio della Delorean a inizio 1900 e immergiamoci nel mondo pre-primo conflitto bellico.

Scopriamo assieme com'era assistere al primo volo dei fratelli Wright... Da sotto la tesa di un cappello!

The higher the hair, the closest to God. diceva Karin Gillespie, e come darle torto? L'età di Maria Antonietta, con le sue pettinature-impalcature, ci ha insegnato proprio questo!

Malgrado la vicinanza temporale ai giorni nostri l'inizio del secolo vede ancora l'imperare dei corsetti e delle crinoline, tagliate a metà per dare più libertà nei movimenti.

Largo ai corsetti, quindi, ma niente gonne troppo ampie!

La figura femminile viene valorizzata ad "s" con seno innaturalmente procace e sporgente (merito dei busti), vitino da vespa (sempre merito dei busti!), fianchi abbondanti e sedere prominente (grazie a rinforzi sotto le gonne). Gli abiti e la biancheria valorizzano le forme femminili bloccando la donna in un'eterna età della maturità sessuale come Veneri di Willendorf contemporanee. La donna che seduce è la donna matura, posata, riflessiva... Una donna che trasmette l'affidabilità di una madre affettuosa e di una moglie devota e "fertile".

La capigliatura si cotona dando al viso un aspetto maturo e riflessivo, assolutamente non frivolo, un volto affidabile ma non autoritario (se pensi alla signora Rottenmeier di Heidi sappi che il romanzo è ambientato alla fine dell'ottocento... Misericordia!).

Il capello si gonfia senza copiare lo sfarzo di Versailles ma per diventare una buona impalcatura per un cappellino.

Scarpe? Borsette? Ombrellini? Fatevi da parte! È il cappellino l'accessorio più alla moda e pezzo immancabile nell'outfit di qualsiasi Signora.


Nei primi anni del '900 i cappelli hanno dimensioni contenute e forme familiari, i materiali più usati sono merletti, piume di struzzo e piume di pollo colorate, seta, velluto e paglia.

Si tratta di piccoli gioielli appoggiati sulla sommità del capo e bloccati con dei nastrini che si annodano sulla nuca o delle mollette, non sia mai che il copricapo schiacci la pettinatura!

Resiste, imperterrita e indomabile, qualche cuffietta decorata per le dame anziane o le nostalgiche. Si tratta di modelli molto decorati che rimangono morbidi su fronte e tempie e che non imprigionano la testa come le loro cugine dell'800. Sarà solo negli anni '10 che le pettinature si “sgonfieranno” per dare spazio a cappelli di dimensioni notevoli!

Ci troviamo davanti a cappelli che, per citare una battuta dell'epoca, impediscono alle dame di entrare agevolmente nelle carrozze -e nelle PRIME automobili, aggiungeremo!-.

Cappelli che si incastrano nelle intelaiature delle porte dando vita a momenti di pura ilarità e che diventano la parte predominante della figura femminile le cui curve si ammorbidiscono per dare al corpo una forma più naturale e castigare le forme più procaci. I corsetti si allungano imprigionando seno, fianchi e sedere e tentando di livellarli il più possibile. Praticamente la donna-fiammifero! Corpo sottile e capocchia esplosiva!

Le forme dei cappelli variano dal più semplice a tesa larga con decorazioni di piume, seta e merletti, alle primissime cloches ancora troppo sovraccariche di decorazioni per essere davvero definite tali, turbanti arabi con grossi fiocchi sulla fronte, piccoli colbacchi di pelo decorati e veri e propri virtuosismi di design che, a vederli esposti nei musei del costume, ci si perde almeno dieci minuti buoni chiedendosi il verso giusto per indossarli!

Santo cielo! C'è da perdere la testa con queste cose! Io non mi sognerei mai di mettermi in testa una cosa simile! Mi basta vedere i cappelli della regina Elisabetta che mi scasso dal ridere!

Moda inglese a parte, bisogna ricordare che all'inizio del '900 il cappello non era un semplice copricapo, bensì un vero e proprio status-symbol.

Questo concetto è molto forte specialmente nella moda maschile dell'epoca dove il cappello dettava lo status e l'autorevolezza di un uomo. E per una donna? Un bel cappello faceva la stessa cosa che oggi fanno un bel paio di scarpe: fa sentire bene, rende sicure e sexy.

Quelle cofane li???

Esatto, quelle cofane li declinate in ogni loro forma, tessuto e accessorio facevano sentire una donna sicura di sé, della sua personalità e del suo sex appeal. Il fascino di un cappello è dura a morire e ancora oggi non mancano stilisti che li ripropongono in ogni sfilata.

E tu che tipo sei? Indossi il cappello solo per coprirti il capo o lo indossi per sentirti bene? Sotto sotto hai l'animo di una donna del '900 o non ne vuoi sentire proprio parlare di quella cosa che ti stringe la testa o che è pronta a volarti via appena soffia il vento?

Faccelo sapere in un commento qua sotto e non perderti gli aggiornamenti della nostra rubrica storica!

 

Ps. Per scoprire quali sono i colori, i tessuti, i tagli, i colli... Più adatti alla tua figura scarica la guida gratuita "I 9 segreti per scegliere l'abito giusto".

 

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