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3 Maggio 2023

Passo dopo passo, mattone dopo mattone: ecco la strada per diventare imprenditori di successo.

Spesso si crede che dietro la realizzazione di un progetto aziendale, l’unica strategia vincente sia la pianificazione selettiva. Nonostante pianificare è essenziale in qualsiasi progetto si voglia intraprendere per raggiungere un determinato obiettivo, esso non è l’unico strumento che gli imprenditori dovranno adoperare per compiere la loro impresa. Quando ci si approccia a realizzare un piano aziendale, bisogna tenere in conto il valore che si sta mettendo in gioco. Nell’intrapresa di un percorso imprenditoriale, un individuo andrà ad investire tutta la propria vita futura. Pertanto, il risultato finale sarà la somma delle singole azioni che giorno dopo giorno gli imprenditori andranno a compiere. Il segreto del successo, infatti, non sta nella schematicità del progetto, ma nella qualità di ogni mattone che andrà ad incastrarsi con gli altri blocchi, portando alla realizzazione di un muro alto e resistente.

Alla base di qualsiasi progetto c’è una pianificazione.

Se non si progetta come andare a costruire il muro, non sapremo mai dove e quando collocare il mattone. È per tale motivo, che la gestione del tempo individuale è imprescindibile dalla realizzazione dell’opera imprenditoriale. Ma come riuscire a trovare più tempo? Molto spesso ci si pone questa domanda, soprattutto quelle persone che non trovano mai un’ora di tempo da dedicare alle proprie passioni. La risposta è semplice! Tutti abbiamo a disposizione la stessa quantità di tempo: essendo noi gli artefici delle nostre vite, siamo noi a gestire il tempo. Non è infatti la quantità di tempo che si impiega alla realizzazione di un progetto a conferirgli successo, ma la sua qualità che ad essa trasferiamo. 

C’è un momento particolare in ogni percorso di successo dove subentra la paura di non farcela, dove i mattoni da incastrare nel muro sono troppo pesanti o ancora la vetta da scalare è alta. Molto spesso, chi crede di non farcela spesso finisce per aver ragione, come saggiamente ci dice Confucio. La chiave per superare l’ostacolo in questi momenti è la modalità attraverso la quale affrontiamo un problema. Ad illuminarci la via è Will Smith, uno tra le più grandi stelle del cinema Hollywoodiano, che in una serie di interviste, rappresenta perfettamente la filosofia, i valori ed i principi che devono muovere gli imprenditori di successo, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà.

Molto spesso quello che succede è che rendiamo delle situazioni più complesse di quanto esse debbano essere. Non siamo cresciuti con la consapevolezza che quello stavamo facendo era un passo verso quello che saremmo diventi in futuro.”

Quello che l’attore sta cerando di dirci è che, molte volte, ci mettiamo in testa di non potercela fare e falliamo. A sostenere la tesi di Smith, arriva in soccorso la neurolinguistica. Questa scienza, nata negli anni Settanta in California, si occupa del comportamentismo fondamentalmente degli esseri umani. In pratica, essa analizza i meccanismi cognitivi del linguaggio, andando a studiare come il linguaggio influisce sull’elaborazione di informazioni relative al linguaggio e come il cervello adopera poi nelle azioni. Un esempio lampante che descrive il meccanismo del fallimento è quando ci si mette in testa che una cosa andrà in un certo modo fai di tutto consciamente o inconsciamente affinché vada in quel modo. Molto spesso, l’inconscio fa di tutto perché quella cosa si avveri in modo da potersi dire di aver avuto ragione. Quindi se ci si focalizza su quello che va bene e sul risultato desiderato, l’inconscio lavorerà per andare in quella direzione. Viceversa, se ci si focalizza su un risultato non desiderato, di conseguenza l’inconscio muoverà le azioni in quella direzione.

Will Smith continua:

La separazione tra talento e abilità è uno dei concetti più fraintesi dalle persone che stanno cercando di eccellere, chi ha sogni e che vogliono realizzarli. Il talento lo hai naturalmente ma si trasforma in abilità quando sviluppata da ore e ore di impegno sul tuo mestiere”.

Mike Tyson, Diego Armando Maradona, Michael Jordan, Simona Atzori, la ballerina italiana di danza classica senza braccia, sono tutti esempi di quanto il talento non basta per avere successo. Basti guardare il documentario Rising Phoenix su Netflix: racconta la storia delle paraolimpiadi, di come esse hanno portato alla nascita di un movimento globale che sprona la società a cambiare punto di vista sulla disabilità, sulla diversità e sul potenziale umano. Tutte le storie dei personaggi elencati sopra ci dicono quanto il talento non sia sufficiente per realizzare un sogno: se non si sviluppa un progetto con lavoro, impegno, fatica, passione, determinazione e sacrificio, il talento non servirà a nulla. Michael Jordan è diventato più grande campo della storia in pallacanestro e da bambino tutti lo ridicolizzavano perché non riusciva a buttare nel cesto la palla. È quello che abbiamo nel cuore, quell'energia che viene dentro di noi che sposterà le montagne, anche solo per costruire un semplice muro. Chi è madre lo sa: le mamme sarebbero disposte sacrificare la propria vita per i figli senza pensarci due volte. È proprio questa energia che va coltivata, nutrita e celebrata. Soltanto così, gli imprenditori individueranno l’obiettivo della propria vita, trasferendo quell’energia nel loro progetto aziendale.

Smith chiarisce questo concetto ancora una volta: 

Mi sono divertito moltissimo con la mia vita e voglio condividerlo. Amo vivere e penso che sia un qualcosa di veramente contagioso, che non puoi fingere. La grandezza della vita non è quella caratteristica esoterica, illusoria o simile a un dio che soltanto le persone speciali assaporeranno: è qualcosa che esiste veramente in tutti noi è molto semplice. E’ ciò in cui credo e sono disposto a morire per questo.

Il senso della vita, come possiamo evincere dalle frasi di sopra, è centralizzato su due principi. Il primo, si trova nel rispetto della vita stessa. Gli imprenditori devono imparare ad apprezzare la vita in tutte le sue sfaccettature, riconoscendone la loro energia. Ed è proprio generando vita, donandola all’altro che la si onora, trasferendone il suo dono ad altri. Il secondo principio riguarda l'apprendimento. Se non ci si rimbocca le maniche per coltivare, nutrire e sviluppare le nostre virtù, non saremmo mai abili costruttori e il muro non verrà mai costruito per intero.

Benché abbiamo visto come la strategia principale per avere successo sia quella di compiere ogni giorno azioni di qualità, è bene anche capire come una certa progettualità e sapere dove andare possano essere utili all’imprenditore. Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. Normalmente, il lavoratore dipendente cerca sicurezza considerando che il suo lavoro gli occupa circa il 50 per cento delle ore di veglia. Il dipendente vende il proprio tempo in cambio di uno stipendio grazie al quale vivere. Fa parte del sistema: prima si studia, si ottiene il diploma, l'università e poi si trova un lavoro e soltanto dopo si compra casa e si mette su famiglia. In questa vita schematica, dove più o meno il lavoratore dipendente è limitato da uno stipendio di circa 1000-1500 euro mensili, non ricerca altro, ma soltanto la sicurezza di potersi mantenere.

L'imprenditore, al contrario, ha come valore principale la libertà. Anche se gli imprenditori hanno lo stesso tempo a disposizione di una persona normale, e parte viene dedicata al sonno, nella loro vita non c'è distinzione tra lavoro e vita privata. Loro utilizzano tutto il tempo che hanno a disposizione per compiere quell’impresa, adoperando tutta la loro vita. Alla domanda “qual è la sola persona in grado di cambiare il mondo?”, l’imprenditore risponderà che è colui che egli guarda allo specchio ogni mattina. L’imprenditore non può aspettare che qualcun altro faccia le cose al suo posto. L’unico modo che ha per cambiare il suo mondo è partire da sé stesso. Infatti, mettersi in discussione è fondamentale per cambiare modo di pensare, di agire e di comunicare. Trincerandosi davanti alle proprie convinzioni, si ignorerebbe nuove informazioni utili al proprio progetto. Svolgere una serie di azioni che possano portare ad individuare opportunità per l’azienda, è fondamentale. Ciò, servirà per modificare il progetto d’impresa e raggiungere il risultato desiderato.

La filosofia messa in pratica nel mondo imprenditoriale si discosta da qualsiasi paradigma classico: non serve avere un diploma, una laura, riconoscimenti, una macchina. Nella civiltà odierna in cui ci troviamo, conta più l’avere che l’essere. Per diventare imprenditori di successo bisogna invertire tale paradigma: si parte dall’ essere per poter di conseguenza fare bene le cose giuste. Nella definizione di “essere” dell’imprenditore rientrano tutte qualità quali onestà, integrità, etica ed una scala di valori. Tutte le cose materiali verranno solo in un secondo momento e saranno solo una conseguenza del lavoro imprenditoriale, ma non saranno la causa del loro successo.

Un'altra caratteristica fondamentale per il lavoro imprenditoriale è l’autodisciplina.

Disciplina

Affinché gli imprenditori raggiungano il risultato desiderato, devono mantenere una certa coerenza a convergere le loro azioni nella stessa direzione della sua scala di valori. Autodisciplina significa disciplinarsi da soli. Quando si è dipendenti questo compito viene affidato dal proprio datore di lavoro o al proprio capo. Perciò, in veste di imprenditore serve un grande senso di responsabilità. E ci si assume la responsabilità si conferisce a sé stessi il potere di cambiare le cose. Invece, se si affida la responsabilità ad altri, si darà a loro il potere di rispondere una certa situazione, lavandosene le mani. Autoconsapevolezza è per definizione la capacità di riuscire a vedere le cose come stanno in maniera oggettiva onesta sincera, avulsa, ovvero estranea a qualsiasi giudizio personale. L’ignoranza oggi è una scelta: una volta sono i figli dei ricchi potevano andare a studiare nelle migliori università spostarsi di città prima di questa epoca digitale avevano il privilegio di potersi permettere l'acquisizione di conoscenza adesso la portata di tutti ed è gratis quindi non ci sono più scuse. Chiaramente, è necessario tanto impegno e tanto lavoro, non esistono scorciatoie per il successo.

Elon Musk, Jeff Bezoz, Warren Buffet, Bill Gates, tutti grandi imprenditori di successo, hanno avuto tutti la stessa quantità di ore e alcuni di loro sono partiti da zero. Com’è possibile, allora, che siano riusciti a raggiungere tali risultati? Loro hanno negato tutte le distrazioni che li distoglievano dal loro obiettivo. 

Ogni attività imprenditoriale sarà costernata da diversi ostacoli lungo il percorso. Per quanto riguarda un percorso imprenditoriale di moda, per esempio, l’imprenditore si troverà davanti a tanti “no” consecutivi da parte dei clienti. Poi, arriverà quel primo cliente a dargli fiducia, che magari porterà un secondo cliente e piano piano si inizierà a costruire, mattone dopo mattone, passo dopo passo, un’azienda di successo. Anche quando si iniziano ad avere un paio di clienti e passa molto tempo prima di averne un altro, bisogna tenere duro e lavorare duramente affinché non si riparta da zero. 

Ci sono alcune strategie che possono aiutare l’imprenditore a superare questi ostacoli. Una di queste è essere competenti in marketing. Spesso si pensa che l’arte del marketing faccia riferimento alla pubblicità e alla vendita. In realtà, il marketing è tutto ciò che precede e prepara la vendita. Un esperto di business è un conoscitore del proprio prodotto e dei propri clienti, sa chi sono, che problemi hanno o in che modo il suo prodotto può essere la soluzione adatta a loro. Nonostante bisogna essere competenti in strategie di marketing, è sempre necessario un bilancio per misurare quali risultati si stia raggiungendo e quindi in quale direzione sta andando l'azienda. Un imprenditore può fare riferimento ad un'agenzia di comunicazione, ma per quanto riguarda il marketing, esso è uno strumento che nessun imprenditore potrà mai delegare ad un'agenzia esterna. Perciò, il marketing è una competenza essenziale che l’imprenditore deve possedere.

Un’altra strategia per fare eccellere la propria impresa imprenditoriale è lo sviluppo dei tre seguenti fattori che vanno ad alimentare il cuore pulsante di un’azienda e sono:

1. Il target specifico.

Individuare le necessità del proprio cliente è il primo elemento che deve essere presente nella strategia di un’azienda. In parole semplici, è l’individuazione di un gruppo di persone che potenzialmente può acquistare l’offerta portata avanti dall’azienda e porta ad analizzare quindi il profilo del potenziale cliente.

2. Elemento differenziante.

Un’azienda di successo deve possedere tale elemento che porta l’impresa a distinguersi tutte le altre proposte sul mercato. L’elemento differenziante ha il compito di fissare nella mente delle persone l’azienda. L'elemento differenziante possiede anche il potere di distinguere un’azienda all’interno di una categoria di settore specifico, tanto da identificarti proprio in quella categoria Aziende che hanno avuto successo grazie a tale strategia sono Coca Cola, nel caso della sua bevanda ed Apple, nel caso dell’iPad, che tramite il nome dei loro prodotti hanno dato nome a una categoria. Nel caso di Atelier Italiano, l’elemento differenziante è il fatto che l'abito viene disegnato apposta per ogni singolo cliente, portandola a distinguersi sul mercato.

3. Comunicazione

Diventare esperti di comunicazione è fondamentale per un imprenditore in quanto è l’unico modo per trasferire l'elemento differenziante al target specifico. La comunicazione non solo è importante nella relazione con il cliente, ma anche in quella con i collaboratori, fornitori, e fondamentale come gioco di squadra. È un elemento determinante. 

Tutti e tre questi elementi hanno a che fare col fattore umano, in particolare con la psicologia umana. Capire le persone, i loro problemi, le loro caratteristiche, le loro abitudini e tutto psicologia aiuta a riconoscere il target. In particolare, riuscire ad interpretare un elemento differenziante è l’elemento più fra tutti incentrato sul fattore umano in quanto da imprenditori bisogna essere capaci di mettersi nei panni degli altri, analizzare la concorrenza per rendersi unici.

A racchiudere questi concetti è un libro intitolato “Il tocco di Mida” di Robert Kiyosaki, autore di bestseller internazionali che insegna alle persone a gestire il denaro in maniera proficua per migliorare la propria vita finanziaria. Questo libro, che si intitola insieme a Donald Trump, fa riferimento a Mida, un personaggio mitologico in grado di trasformare in oro tutto quello che toccava. Perciò il “Tocco di mida” nel mondo imprenditoriale è la capacità di prendere un’azienda e renderla profittevole. Esso rappresenta un modello e insegna a tracciare un percorso verso una destinazione che deve essere in seno all’azienda. Inoltre, questo modello indirizza l’imprenditore a migliorare la propria capacità di leadership. Se non c'è un leader competente, in grado da fare da leader in primis a sé stesso e poi anche al proprio gruppo di lavoro, l’azienda rischierà di andare alla deriva, senza un capitano a tenere il timone e a guidare la ciurma.

Ecco perché è essenziale parlare di fattore umano nei processi di formazione, soprattutto da enti che si occupano della formazione imprenditoriale. Oltre che riguardare la crescita personale, è strettamente correlato alla crescita aziendale. L’obiettivo imprenditoriale è quello di investire nelle persone per far capire a loro, nel caso di Atelier Italiano, che il vestito che si va a progettare è il miglior vestito che potrebbero mai scegliere proprio perché è stato disegnato apposta per quel cliente. Di conseguenza, per convincere le persone è necessario capire come funzionano gli esseri umani in generale. Non solo: il fattore umano aiuta gli imprenditori a relazionare meglio con gli esseri umani e quindi creare delle relazioni con gli altri più nutrienti possibile più vantaggiose per entrambi.

Tra le altre abilità di base che fanno parte del mondo imprenditoriale troviamo la gestione del cash flow, ovvero la capacità di gestire il flusso di liquidità all'interno dell'azienda. Una buona gestione del cash flow permette ad aziende che registrano perdite sostanziali ad ottenere un profitto. Al contrario, una cattiva gestione dei flussi di denaro potrebbe portare aziende floride in perdita. Successivamente, nell’azienda è essenziale una buona comunicazione, sia all'interno della squadra che nelle relazioni che l'azienda ha con il mondo esterno tipo con i fornitori, collaboratori e clienti.  Inoltre, una azienda florida deve possedere una propria sistemistica, ovvero una duplicazione dei protocolli lavorativi. In altre parole, l’azienda essere in grado di trasmetter una serie di azioni e competenze affinché chiunque possa compiere quelle stesse azioni. Quindi l’azione del sistematizzare è l'unico modo attraverso il quale l'azienda può crescere: senza sistematizzazione l'azienda non può crescere perché ci sarà sempre bisogno dell’imprenditore. Se manca quell’individuo nulla può andare avanti considerando che gli altri dipendenti non hanno le informazioni adatta a svolgere il lavoro. Ecco perché i protocolli di lavoro sono essenziali, non solo nei momenti di emergenza, ma anche nella gestione quotidiana dell’azienda.

Se vuoi saperne di più su il fattore umano ed altri argomenti, visita il sito web Atelier Italiano, lascia un like e facci sapere cosa ne pensi qui sotto nei commenti per essere ricontattato!

Carmen Critelli

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